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mercoledì 6 aprile 2011

Indicazioni 2007 per l'area storico-geografica

Nel nostro approccio ad analisi e testimonianze sull'insegnamento della storia non potremo prescindere dal riferimento alle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo d'istruzione del 2007. Rivediamone alcuni punti salienti.
Le Indicazioni  ricuperano l’unitarietà dell’ambito storico-geografico, inteso come l'area "composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane, nello spazio e nel tempo: la storia e la geografia, strettamente collegate fra di loro e in continuità fra primaria e secondaria".
Fatta salva l'autonomia dell'insegnamento, che consente sconfinamenti e approfondimenti, circa i contenuti le  Indicazioni del 2007 così recitano :
"La conoscenza sistematica e diacronica della storia verrà realizzata fra il secondo biennio della primaria e la fine della secondaria. Si inizierà focalizzando l'attenzione degli alunni sugli aspetti della vita sociale, culturale e materiale delle società preistoriche, protostoriche e del mondo antico, e si passerà, man mano che le capacità degli allievi crescono, allo studio di processi più complessi. La scansione fra primaria e secondaria è costituita dalla Caduta dell'impero Romano d'Occidente, mentre nel primo biennio della scuola secondaria di primo grado il percorso sarà compreso tra il Tardo Antico e la fine dell'Ottocento. L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado viene dedicato allo studio della storia del Novecento."

mercoledì 30 marzo 2011

i partecipanti

"Cosa faccio io qui?"  Una  caposcuola tra le produttrici cinematografiche italiane (Marina Piperno), un noto regista (Luigi Faccini), un apprezzato musicologo (Roberto Iovino), un’impegnata attrice teatrale (Franca Fioravanti), un interessante drammaturgo (Marco Romei) e una direttrice di museo (Raffaella Ponte)  si ritroveranno l’8 aprile a Scienze della Formazione   insieme a un piccolo stormo di docenti delle scuole di ogni ordine e grado per parlare di Storia e della sua didattica, i primi da punti di vista inusuali e suggestivi, i secondi portatori di passione e vocazione all'insegnamento.

lunedì 28 marzo 2011

FARE STORIA ATTRAVESO LA STORIA PERSONALE

Vi invito a fare storia a partire dalla storia personale: un modo per trattenere alcune tracce di sè e recuperare quelle del passato famigliare attraverso i luoghi, gli oggetti la vita degli antenati... un albero genealogico ricco di informazioni che intreccia i suoi rami con gli eventi storici con la S maiuscola, quelli che sono riportati nei libri.
Ma saper fare storia personale significa anche essere disposti a fare posto alla cura dell'anima, scoprire un passato non sempre aulico e scegliere
cosa trattenere e cosa lasciare. Un percorso che tolga le ragnatele dagli scaffali delle vecchie foto famigliari e ridia posto a ciascuno. Tratterremo poi, per noi, solo una buona eredità, quella di genere ad esempio, o alcune caratteristiche individuali, o potremmo scoprire dei talenti o delle qualità nascoste...
Buona ricerca a tutti

RADICI
di Francesco Guccini

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un' aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai,
se vuoi capire l'anima che hai...

Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te,
come il fiume che ti passa attorno,
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei,
lentamente, giorno dopo giorno
ed io, l'ultimo, ti chiedo se conosci in me
qualche segno, qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te
risposta ad ogni cosa non capita,
risposta ad ogni cosa non capita...
...

E te li senti dentro quei legami,
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani,
ma non comprendi più il significato,
ma non comprendi più il significato...

...

La casa è come un punto di memoria,
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza,
e provi un grande senso di dolcezza...


mercoledì 23 marzo 2011

il perché del convegno 3

Terzo e ultimo post sulle motivazioni del convegno. Il resto lo scoprirete vivendo, cioè partecipando alla giornata di studio dell'8 aprile: 
Il Seminario si propone di evidenziare l’importanza  centrale della conoscenza storica per la formazione culturale e civile delle giovani generazioni nelle cui menti è necessario  consolidare il senso dell’ identità individuale e collettiva senza chiusure nei confronti dell’altro e delle diverse esperienze di civiltà e culture, sia di ieri sia di oggi. Si presenta anche come “istruzioni per l’uso” e suggerisce alcune linee guida per la didattica della storia,  illustrando e mettendo a disposizione sperimentazioni ed esperienze laboratoriali, strategie alternative all’insegnamento tradizionale.  
In concomitanza col 150° anniversario dell’Unità d’Italia momenti caratterizzanti della giornata di studio saranno i contributi riguardanti il Risorgimento.

martedì 22 marzo 2011

il perché del convegno 2

Un convegno come una goccia nel mare che testimonia l'impegno e gli sforzi per  cambiare la didattica della storia.
Proseguo nell'esposizione delle motivazioni che ci hanno ispirato (ma è una storia lunga e avrà altre puntate
Troppo spesso la storia che viene insegnata si limita a quella politica e cronologica,  che non sembra riguardare uomini concreti, che furono fatti di carne e sangue come noi, ma figurine polverose e stereotipate, ritagliate dal tessuto della loro vita reale e dal tempo in cui hanno vissuto e  appuntate come insetti in bacheca, per sempre riconducibili solamente a uno o più eventi importanti della loro vita.
Molti pedagogisti, da Piaget  a Vygotskij a Fraisse (per richiamare solo quelli più citati), si sono  esercitati soprattutto a individuare l’età infantile nella quale sia meglio introdurre tra le materie scolastiche la storia . Il sospetto è che anche per loro la storia sia ancora quella fatta principalmente di guerre, rivoluzione, battaglie e trattati.
Decisamente la storia è qualcosa di più e di altro.
La storia è intorno a noi (La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso, direbbe De Gregori) ed è al centro delle nostre conoscenze e riguarda tutti gli uomini delle generazioni passate, non solo i grandi personaggi.  Scienza del contesto per eccellenza, si intreccia e non può prescindere dalla sociologia, dall’antropologia, dalla geografia, dalla letteratura, dal folclore, dalle scienze dell’alimentazione, dalla storia dell’arte o  della musica o dello spettacolo, e via citando.
Anche le più recenti indicazioni ministeriali sembrano andare in questa direzione e prescrivono che  la storia, in contiguità con la geografia, non abbia  più un esclusivo interesse per i soli fatti politici, ma debba occuparsi “dello studio delle società umane, nello spazio e nel tempo”, prevedendo tra le sue finalità l’ “esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria”.

(continua)

domenica 20 marzo 2011

il perché del convegno

Un numero non esiguo di studenti non ama la storia. Durante gli esami, quando si bloccano su una data che tu non avevi neppure chiesto o confondono Risorgimento con Rinascimento, con la più solare improntitudine affermano: "Ho poca memoria. Per questo per me la storia è sempre stata uno scoglio." Partono dal presupposto errato che imparare tale materia  voglia dire memorizzare date di trattati, guerre, battaglie, insomma una cronologia (noiosissma!) di avvenimenti soprattutto politici. Probabilmente anche gli insegnanti che hanno incontrato non amavano la storia e pure loro si limitavano a quella che Braudel chiama histoire événementielle
Per dare un piccolo contributo a una visione meno restrittiva e più stimolante della didattica della storia abbiamo pensato a una giornata di studio sul suo insegnamento  sia nella scuola primaria sia negli altri ordini di scuole. Pertanto il convegno vuole dare voce ad alcuni tra quegli insegnanti che, nonostante sottovalutazioni e limitazioni, lavorano con slancio e vocazione,  sperimentando  metodologie e tecniche per appassionare i loro allievi  alla conoscenza e suscitarne la curiosità  e la voglia di approfondire.
                                                                                              (continua)